• Finale Ligure

Finalborgo

Il più interessante dei nuclei storici di Finale Ligure, è il Borgo, in un documento del 1° agosto 1188 si trova citato per la prima volta, confermando la presenza dei marchesi del Carretto nel Finale, presenza che durerà fino al 1598.

Costruito sotto il governo di Enrico II, circondato da mura, le quali per buona parte sono state erette sugli alveoli dei torrenti Pora a ponente e dell’Aquila a levante, si inerpicano sul monte Becchignolo per chiudersi con la fortezza di San Giovanni.

Delle Prime mura non si hanno precise notizie, le attuali sono state costruite dal marchese Giovanni I del Carretto dopo la sventurata guerra del 1447-49 contro Genova. Le porte d’ingresso al Borgo, sono quattro, nella parte orientale Porta Reale, più a nord Porta Romana o del Mulino, sul versante occidentale Porta Testa, lungo il tracciato della strada Beretta Porta della Mezza luna.

All’interno delle mura la viabilità è consolidata su due direttrici principali: SE-NO, da porta Reale, le piazze San Biagio, Garibaldi, Via Torcelli e piazza del Tribunale, quella NE-SO, da piazza Aycardi, via Nicotera e porta Testa,sempre sulle direttrice NE-SO, le vie S. Rocco e Gallesio, tutto l’impianto urbanistico è intersecato da viuzze e vicoli.

I principali palazzi, sono stati costruiti tra XV e XVII sec. , alcuni conservano ancora esempi impregnati di gusto tardogotico,in via Gallesio i palazzi e Cavasola del XVI sec. in piazza del Tribunale palazzo Arnaldi in stile barocchetto, in via del Municipio Palazzo Ricci o Riccio risalente in parte alla seconda costruzione del Borgo, è uno dei migliori esempi di architettura del primo Rinascimento in Liguria, fino al 1927 sede del comune di Finalborgo, attualmente ospita l’archivio Storico e l’ Associazione Centro storico di Finale. Sparsi tra vie e piazze i palazzi Ramondo, Ricci, Aycardi, Celesia, Borea, molti hanno subito rimaneggiamenti durante i secoli.

La piazza principale, G. Garibaldi, già “delle Erbe “ sul fondo della quale è un modesto arco costruito in occasione del passaggio (1666) dell’Infante Margherita di Spagna, in seguito dedicato ad alcuni dei personaggi della famiglia dei Savoia, su parte dell’attuale piazza si trovava la loggia medievale di S. Rocco o Truvìna, inopportunamente demolita nel 1955, l’attigua piazza Aycardi, già “platea Grandi “, con la loggia del Ramondo e il teatro Aycardi costruito sui resti della cappella del convento (1767) dei padri Scolopi, le due piazze erano il centro commerciale del Marchesato.

Piazza del Tribunale, già “ platea Palatii” con il palazzo quattrocentesco sede dell’amministrazione marchionale e del governatore, in seguito tribunale.

Due sono i complessi ecclesiastici all’interno delle mura: la Collegiata di S. Biagio, con l’incompiuta facciata, rifacimento barocco del 1634-1650 dovuto al finalese Andrea Storace, sui resti di una chiesa gotica che rimangono la parte absidale e il campanile ottagonale esempio unico della riviera di ponente.
L’interno a tre navate su pilastri e cupola con decorazioni di Francesco Semino e Domenico Buscaglia del 1870, sopra il portale mediano, il monumento funebre a Sforza Andrea del Carretto, il battistero a l’altare maggiore con balaustra sono di Domenico Boccaccio, il maestoso pulpito in marmo originalissimo, rappresenta la visione di Ezechiele è di Pasqua Boccaccio (1765), il complesso è costruito da dodici cappelle più l’altare maggiore, sono conservate opere del Pancalino, dei Fasolo, di Pier Lorenzo Spoleti, di Gio Lorenzo Sormano, Antonio Pittaluga, Stefano Guttuso, un pregevole polittico il martirio raffigurante S. Caterina d’Alessandria, di Oddone Pascale del 1533.
Il complesso riecheggia dei fasti carretteschi traslati nello stile barocco.

Ai piedi del monte Becchignolo sorge il complesso conventuale di S. Caterina con il Convento domenicano e la chiesa di S. Caterina, fondato nel 1359 dai marchesi del Carretto, che in parte vi trovarono sepoltura nella chiesa, il complesso fu chiuso al culto nel 1864 e adibito fino al 1965 a penitenziario, la chiesa è stata sensibilmente manomessa, sul lato sinistro presenta un portale strombato quattrocentesco ad arco acuto e resti di un altro acceso minore trecentesco, il campanile direttamente impostato su una cappella absibale, ebbe la cuspide demolita a causa del terremoto del 1887.
L’interno contiene un interessante ciclo di affreschi del primo Quattrocento raffiguranti episodio della vita della Vergine, di ignoti frescanti di ispirazione toscana.
La parte conventuale gravita intorno a due chiostri fatti costruire nell’ultimo decennio del XV sec. dal cardinale Carlo Domenico del Carretto, corsi sul lato sud-occidentale da una loggia di derivazione lombarda. Al piano superiore del primo chiostro ha sede il civico Museo del Finale, dove in alcune sale sono raccolti materiali rinvenuti negli scavi compiuti nelle grotte e caverne del Finale.

Da Piazza del Tribunale parte la strada Beretta che collegava il Finale con i possedimenti spagnoli nel Milanese, dopo i primi tornanti si trova la fortezza di S. Giovanni, eretta dagli spagnoli tra il 1640e 1644, inglobando la medievale torre di raccordo della cinta fortificata.

VISITA A FINALE LIGURE BORGO, UN GIARDINO DI PIETRA.

Finalborgo è entrato da qualche anno nel novero dei “Borghi più belli d’Italia”. Stretti nell’abbraccio delle mura quattrocentesche, i suoi palazzi e le sue chiese lo rendono uno dei centri storici meglio conservati del savonese. Lo dominano dall’alto Castel San Giovanni e i resti di Castel Gavone, con l’imponente torre dei Diamanti. Tra i gioielli di Finalborgo scopriremo: la tovaglia eucaristica a trompe-l’oeil in marmo conservata in S. Biagio e il Teatro Aycardi (1806), un’autentica “bomboniera” con tre ordini di palchi quasi in miniatura.

FINALBORGO… ALLA RICERCA DEGLI ANIMALI NASCOSTI

Attraverso un originale percorso i bambini verranno guidati alla scoperta di dipinti, sculture, intarsi, in cui si cela una grande varietà di animali (leoni, conigli, lumache, farfalle, porcospini…): sono allegorie di vizi e virtù, personificazioni di casate nobiliari, simboli legati a curiose vicende. Rivivremo in modo divertente la storia di Finale, uno dei “Borghi più belli d’Italia”! Scopriremo insieme il… “castello fantasma”: i resti di Castel Gavone (distrutto nel 1713) reimpiegati nei secoli dai finalesi (capitelli che diventano fontane, caminetti trasformati in portoni…), perché in Liguria non si butta via niente!

PREISTORIA: FINALBORGO, IL MUSEO ARCHEOLOGICO.

Dopo un’introduzione sulla formazione delle grotte finalesi, rifugio dei nostri antenati fin dal paleolitico, inizierà il percorso nel Museo archeologico. Qui ci imbatteremo nel gigantesco scheletro dell’orso delle caverne, con il suo cucciolo, e i bambini conosceranno la commovente vicenda del “giovane principe” e del “bambino degli scoiattoli”.
I laboratori didattici di archeologia sperimentale permettono di conoscere in modo diretto i materiali e le tecniche di produzione in uso nell’antichità e di rivivere le esperienze dell’uomo antico. A scelta:
1) Il mestiere dell’archeologo: lo scavo e lo studio dei reperti.
2) La pittura sulle pareti delle caverne, come ai tempi della Preistoria.
3) L’uomo e l’utilizzo di materie prime: la produzione di oggetti in ceramica.
4) La macinazione dei cereali e la preparazione di alimenti nell’antichità.
5) Il gioco dei semi e dei frutti nei livelli archeologici.
6) Lo scriptorium medievale: il lavoro dell’amanuense.
7) La tessitura
8) La nascita della scrittura
9) Lavorazione dei metalli: produzione di un gioiello in rame.

FINALBORGO, UN ANTICO MARCHESATO

Stretti nell’abbraccio delle mura, i suoi palazzi, le Chiese, il Convento Domenicano ne fanno uno dei “Borghi più belli d’Italia”. La ricca storia consente molteplici chiavi di lettura. I marchesi Del Carretto, che ne ebbero il dominio dal medioevo fino al 1598, furono i mecenati che durante il Rinascimento vollero i Chiostri di S. Caterina, lo splendido Castel Gavone, i tanti polittici cinquecenteschi. Dopo la pace di Cateau-Cambrèsis Finale fu acquistata dalla Spagna e ne divenne l’accesso marittimo per raggiungere il ducato di Milano: il XVII sec. fu un’altra epoca d’oro per il Borgo, che si arricchì di monumenti secondo il gusto barocco. Splendide le statue vestite conservate in S. Biagio, ispirate ai princìpi della Controriforma.