Immagini di Perti - Finale Ligure
Perti Basso, chiesa di S. Sebastiano, sorge nella valle del Pora, come altre chiesa voluta dal cardinale Carlo Domenico del Carretto, costruita intorno al 1493. Mancano notizie storiche sulla sua costruzione. Ha il pregio di essere rimasta integra nel suo stato originale, fatta eccezione per gli altari barocchi e per la sacrestia. La facciata ha tre oculi decorati da cornici laterizie a motivi bianchi e rossi, ed archetti gotici con cornice a dentelli. Il portale rinascimentale, del sec. XVI, reca lo stemma del cardinale. L'abside, di forma quadrangolare, ripete i motivi decorativi della facciata, si eleva un campaniletto a vela. L'interno a tre navate, con archi tondi su colonne in pietra di Finale. A destra dell' altare un affresco con figura di santo che benedice con data 1493.
Castello Gavone in attuale fase di restauro. E' il monumento che raffigura e ricorda la storia del Finale, sede dei marchesi del Carretto, costruito su i resti di una precedente camita. La costruzione del Castel Gavone è da collegarsi alla crisi feudale dei Marchesi di Savona che, ritiratisi da Savona e Noli
alla fine del secolo XII trasferirono la loro sede nelle valli finalesi, dove già possedevano vari castelli, per fondare qui le basi di un nuovo e potente Marchesato.
Enrico II del Carretto fonda intorno al 1188 il Burgum Finarrii, attuale Finalborgo, ponendo la sua residenza in Castel Gavone -l agosto 1188 –Actum intra Marchionis Finarii-.
Scopo di questa nuova fortezza rispetto alle già esistenti nel Finale è quello di assolvere a compiti non solo di rifugio e di difesa ma anche a funzioni residenziali e di rappresentanza - Actum in caminata Finarii.
L'opera probabilmente è terminata nel 1217. Grazie alla veloce ascesa politica dei Marchesi, il castello diviene dimora principesca, lo stesso Corradino di Svevia, vi sarebbe sostato nel 1268, prima di scendere nell 'Italia meridionale.
Ampliato ed abbellito, riacquista con il marchese Galeotto il ruolo d’importante sede politica e diplomatica, nella
guerra contro Genova iniziata nel 1447 e terminata nel 1449, il castello viene pressoché totalmente distrutto. Scompare il maniero medievale, che con il crescere della potenza carrettesca si era dilatato e rinnovato, come si vede in vari documenti della fine del Trecento fu cui si distingue tra parti vecchie e nuove.
il letterato Giovanni Maria Filelfo, ospite dei Marchesi lo definisce : nemini in fola Liguria secundum , potendo egli ammirarlo prima della distruzione del 1448.
Il successore di Galeotto, Giovanni I, diede inizio ad una immediata opera di ricostruzione che comprese anche il borgo sottostante.
Già nel 1451, anno in cui veniva conclusa la pace con Genova; potevano celebrarsi nel castello le nozze tra il marchese Giovanni e la genovese Viscontina Adorno.
Certamente era già presente nella costruzione medievale la cappella dedicata a San Giorgio, protettore dei Marchesi. Per quanto riguarda la torre detta dei diamanti, il Cassi Rametti indica come data di costruzione il 1456, anche se esperti ritengono sia più credibile una data intorno al 1490.
Nel 1571, a causa della crisi del marchesato dovuta al dispotico marchese Alfonso II , truppe genovesi e spagnole circondano il castello. Inizia una lunga controversia diplomatica che si chiuderà nel1598, con la vendita del marchesato da parte di Sforza Andrea del Carretto alla Spagna e con l'occupazione effettiva di tutto il finalese da parte di truppe spagnole, nel 1602.
D'allora per circa un secolo, il Finale resterà alle dipendenze della Corona Spagnola. il castello subisce importanti aggiunte, atte a migliorarne le difese ed a ospitare una compagnia di 270 soldati e una grande quantità di munizioni.
A questo periodo risale il coronamento della torre, su cui venne posta una campana ed un orologio, venne rafforzata la cinta esterna, senza risolvere la debolezza della fortezza in relazione alle mutate tecniche di guerra.
Nel 1713, dopo la pace di Utrecht, Genova riesce ad acquistare a carissimo prezzo il Finale . Da questo momento è la fine del castello, il Governatore del Finale per la Repubblica, Agostino Spinola, nel 1715 per volere del Consiglio della Repubblica ordinerà lo smantellamento della fortezza, con motivazioni ed intendimenti ancora oggi non chiari.
Dalla totale demolizione si salveranno buona parte dei muri perimetrali del castello, gli ambienti sotterranei e la torre dei diamanti, di cui furono abbattute le volte interne.
Il castello è stato donato il 30 dicembre l 989 dalla famiglia Cavasola, da alcuni secoli proprietaria del terreno su cui sorge il maniero, al comune di Finale ligure, affinché si adoperi per un suo recupero.
Perti Alto, chiesa parrocchiale di s. Eusebio, avanzo di una antica chiesa romanica è la parte bassa dell'abside con la cripta, del sec. XI, con tre monofore ben conservate. Sopra la più antica abside semicircolare poggia un corpo poligonale che appartiene ad una ricostruzione gotica del sec. XII o XIV, è ad essa contemporaneo il campanile a vela con archetti gotici intrecciati in mattoni e una croce greca incrostata di maiolica, un esempio raro di architettura ligure
Il resto della chiesa è stato trasformato in oratorio e rifatto in forma barocca; sul fianco sud si osservano alla base, le tracce delle strutture di età medievale, il coro conserva integri l'abside gotica con costolature a raggiera e il pavimento primitivo. Sull'altare il polittico di S. Eusebio, circondato da altri santi, sormontato da una cimassa col Padre eterno e l' Annunciazione opera del XVI sec. Dall'interno della chiesa si scende in una cripta.
Perti Alto. Chiesa di N.S. di Loreto o dei Cinque campanili. Importante nell'architettura ligure come rarissimo esempio di costruzione del Rinascimento, impregnata d'influenza tardo- gotica. Risale alla fine del XV sec. Opera voluta dal cardinale Carlo Domenico del Carretto. In parte riproduce la cappella di s. Pietro Martire presso s. Eustorgio a Milano,costruita nel 1480. Su di un unico ambiente a pianta quadrata, con piccolo coro verso nord anch'esso quadrangolare, si eleva un tamburo ottagonale che racchiude la cupola emisferica, a centro rialzato. Quattro grossi quadri in pietra del Finale e mattoni, inforzano gli spigoli dell' edificio, e su di essi si elevano quattro campaniletti che fanno corona a quello centrale, leggermente più alto. Le finestre della chiesa hanno forma di oculo tondo, e la parete di facciata reca un portale classico con timpano triangolare. Internamente i capitelli sovrastati alle lesene che sorreggono il tamburo dellacupola erano rivestiti in pietra, ma sono stati in parte scalpellati.Notevoli i due tabernacoli in pietra di Finale che ornano l'interno.Le pareti erano in parte affrescate, rimangono frammenti con figure di santi, di stile gotico ritardatario. La cappella è stata restaurata nel 1942, nel 1962 e nel 2007. E' dedicata ai caduti dell'Aviazione.
|