• Finale Ligure

Perti – Finale Ligure

Si giunge in questa località da Finalborgo per la Via Beretta o con la carrozzabile per Calice Ligure, la zona si può definire museo all’aperto del Finalese, in quanto racchiude tutti i periodi storici vissuti dall’uomo nel Finale.

Castel Gavone, superbo complesso medievale, oggi ridotto in rudere, uno dei migliori esempi di architettura militaree residenziale della Liguria.
Edificato intorno al 1188 sui resti di una “ caminata “, sorge sulla cima del monte Becchignolo a controllo delle valli Aquila e Pora e del sottostante Finalborgo.
Gravemente danneggiato nella guerra del 1447/49, venne ricostruito dal marchese Giovanni del Carretto, quindi ampliato e abbellito da Alfonso I del Carretto che vi fece erigere la poderosa torre dei diamanti ( fine XVI sec. ), all’interno tracce di affreschi con scene mitologiche e decorazioni a grottesche, fu smantellato nel 1714 da Agostino Spinola per ordine del Senato di Genova.

Poco oltre il Castel Gavone, la chiesa di S. Eusebuio, conserva solo l’abside poligonale tardo trecentesca, terminante in un campanile a vela del secolo successivo, la cripta romanica con le velette impostate su quattro colonnine centrali, della chiesa precedente del XI sec. si conserva la copertura di un sarcofago altomedievale e un frammento di tegolone romano con iscrizione paleocristiana del 362, la più antica testimonianza datata della diffusione cristiana in Liguria.
La nuova chiesa risalente al XVII sec. fu progettata da Francesco Buraggi, è a pianta ottagonale e con abside semicircolare.

Poco distante da S. Eusebio la chiesa di N.S. di Loreto o dei Cinque Campanili, singolare costruzione rinascimentale eretta fra il 1488 e il 1493 sul modello della Cappella Portinari in S. Eustorgio di Milano, restaurata nel 2007, si presenta a pianta quadrata con piccolo presbiterio pure quadrato e cupola emisferica su quattro arcate, mascherata all’interno da un tamburo ottagonale contornato da quattro edicolette angolari che fanno corona al lanternino della cupola ; all’interno, modesto affresco con i beati Domenicani.

In località S. Antonino, sorge il complesso denominato “ Castrum S. Antonino “ del quale restano solo i ruderi delle antiche abitazioni e fortificazioni e la chiesa di S. Antonino, di epoca romanica, rifatta nel XII sec.
L’insediamento fortificato è considerato d’importanza notevole poiché sebbene noti come “castri” di età tardo antica – alto medievale sono stati sicuramente riutilizzati anche in età bizantina e tardo medievale.ù
Il complesso è costituito da una cortina muraria perpendicolare alle linee di altitudine e da due cortine di torri rettangolari. il complesso ebbe termine non a causa di distruzione violenta, bensì a causa della decastellazione : quando i marchesi del Carretto scelsero come sede marchionale l’altura del Becchignolo e vi costruirono Castel Gavone.

Nel territorio di Perti, negli anni ’950 durante la costruzione della strada che collega la frazione alla provinciale Finale Ligure – Calice Ligure, venne scoperta una necropoli.
Altre testimonianze della presenza dell’uomo nella zona si rilevano nella rocca di Perti con il Villaggio della Anime e nelle numerose grotte e anfratti sparsi sul territorio.

PER SCOPRIRE PERTI

Da Finalborgo, salendo lungo la panoramica Via Regina, si prosegue per Castel San Giovanni (1640 circa) e Castel Gavone, che, fino ai danni operati dai genovesi all’inizio del ‘700, fu uno degli esempi più belli di architettura militare e residenziale in Liguria. È ancora integra la torre dei Diamanti (fine ‘400), rivestita con circa 1280 pietre bugnate lavorate ad una ad una dagli scalpellini dell’epoca. Molti materiali originari del castello, travature, pietre e colonne, furono reimpiegati per edificare chiese, portali e ville, nonchè i muretti a secco delle “fasce”.
Da qui, in breve, si raggiunge la chiesa di S. Eusebio a Perti Alto, in cui fu rinvenuta l’epigrafe funeraria del piccolo Lucius (362), una delle più antiche attestazioni datate della diffusione del cristianesimo nell’Italia settentrionale.
La passeggiata si può concludere a Perti presso la chiesa di Nostra Signora di Loreto (o dei Cinque Campanili, 1489-93), che sorge a mezza costa, tra gli ulivi, e costituisce un prezioso episodio di architettura rinascimentale. All’esterno riproduce con fedeltà la milanese cappella Portinari in S. Eustorgio. La realizzazione della chiesa è attribuita ad Alfonso I Del Carretto e a sua moglie Peretta Cybo Usodimare in occasione del loro matrimonio

ESCURSIONI TREKKING ARCHEOLOGIA ARCHEOTREKKING A PERTI

Il castrum di S. Antonino, la Rocca di Perti, Pianmarino.
Il castrum di S. Antonino (fine VI sec.) è un importante esempio di fortificazione protobizantina e testimonia dei rapporti commerciali con varie aree del Mediterraneo. È dominato dalla cappella protoromanica (X-XI secolo) di S. Antonino: la tradizione racconta che nella grotticella sotto la cripta viveva un oracolo cui ci si rivolgeva per avere notizie dei congiunti lontani. Un percorso ad anello consente di raggiungere la valle pensile di Montesordo e Pian Marino.

Il “Villaggio delle Anime”
Il Villaggio delle Anime (Età del Ferro) si raggiunge inerpicandosi sulla sommità della Rocca di Perti, ambiente prediletto da rocciatori e amanti del free climbing. Il percorso tocca valli sospese, grotte, doline e falesie, con rilevante interesse geologico. Lungo l’itinerario si potrà osservare la Campanula isophylla, specie protetta endemica del Finalese, e con un po’di fortuna si potrà incontrare la magnifica lucertola ocellata.